La Pro Loco coglie l’occasione della pubblicazione dell’articolo sul Corriere del Mezzogiorno...

La Pro Loco coglie l’occasione della pubblicazione dell’articolo sul Corriere del Mezzogiorno sull’uscita del film “Rosa Pietra Stella”, con regia di Marcello Sannino, per ringraziare chi ha voluto ricordare il maestro Sergio Bruni con questo film con protagonista Carmela, interpretata da Ivana Lotito.

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« ‘stu vico nir’ nun fernesce maje», celebre verso iniziale di una delle canzoni classiche napoletane più celebri ed emozionanti: Carmela. Un brano cantato da una voce che riuscì ad esprimere tra quei magnifici versi scritti da Salvatore Palomba, tutta l’emozione di un amore che ha cullato una generazione intera, e ancora oggi fa sentire la sua potenza sentimentale. Il Corriere del Mezzogiorno, penna di Ignazio Senatore, ha pubblicato un articolo a riguardo, per citare il film “Rosa Pietra Stella” con regia di Marcello Sannino che vede Ivana Lotito nel ruolo di Carmela. Negli ultimi anni molte sono state le trasposizioni cinematografiche di biografie di artisti musicali celebri a livello internazionale, come i film sulla vita di Freddy Mercury, Elton John, Aretha Franklin. Il film citato, pur non essendo ispirato alla Carmela della canzone, ne riprende solo l’eco (i tre aggettivi) con il suo titolo che richiama un verso magnifico dell’opera di Palomba, richiamando così anche alcuni dei bellissimi aggettivi affibbiati alla protagonista. La canzone fu resa famosa da Bruni, artista napoletano, nato nella cittadina di Villaricca, che è riuscito a farsi conoscere e esportare la sua musica, come questo brano, anche oltre confine. Carmela è una donna forte, ai tempi della nascita della canzone era solo una ragazza, che fu notata pochi giorni dopo la scrittura della canzone per il suo atteggiamento unico, una donna che, come cantato da Bruni, piangeva solo se nessuno poteva vederla (“tu chiagne sul’ si nisciuno vede”); una leonessa la definì Palomba. La citazione alla canzone è pienamente apprezzata dalla Pro Loco di Villaricca, che si occupa da numerosi anni di ricordare il grande maestro Sergio Bruni, soprattutto grazie alle collaborazioni con Salvatore Palomba, che rappresenta il complemento di Bruni per la formazione di un magnifico connubio artistico, e grazie al rapporto amicale che lo stesso presidente della Pro Loco intraprese con il maestro, in origine Guglielmo Chianese. Ricordare Bruni significa rileggere una pagina di storia di Napoli e della sua musica, significa rivivere emozioni forti oggi come allora. E il fine è duplice in quanto ad essere salvaguardati e valorizzati sono due aspetti del patrimonio napoletano, molto cari alla Pro Loco e al presidente Armando De Rosa, anche membro del Comitato scientifico regionale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio linguistico napoletano: la musica e la lingua. Proprio considerando la lingua napoletana, conosciuta in tutto il mondo, così complessa e con una musicalità e ritmica peculiare e unica, sorge però un dubbio in merito alla scelta linguistica fatta riguardo al titolo, che riporta “Rosa Pietra Stella”. Il dubbio riguarda sia le parole in se che il significato stesso che gli viene attribuito. Analizzando il titolo, la scelta di riportare l’epiteto che Palomba affibbia a Carmela, cioè “rosa, preta e stella”, perde la sua musicalità e la sua stessa natura essendo riportata in lingua italiana. Inoltre, la mancanza della “e” come congiunzione mina la struttura stessa della frase e la sua ritmicità. Nel momento in cui si chiamasse un’ipotetica Carmela come fece Palomba e come cantato da Bruni, ma con “Rosa Pietra Stella”, ne risulterebbe depauperata la figura stessa di Carmela e, con questa, anche il dialetto napoletano che, con la sua fonetica, rende così piene di anima quelle parole pronunciate come nate : ” Ma tu staje là, tu rosa, preta e stella, Carmela”. Siamo estremamete grati, come Pro Loco, per il ricordo di Bruni portato avanti, e ne ringraziamo gli artefici, ma vogliamo fare questo appunto, in quanto la lingua napoletana, come l’arte e la tradizione, non possono essere mitigate e modificate, soprattutto trattandosi di un brano che ha scolpito le sue parole nel cuore di Napoli, che a differenza della pietra, non può essere eroso. Ci avrebbe fatto piacere che venisse ripreso il testo come tale, tuttavia ringraziamo il lavoro del regista e di tutti i collaboratori che hanno partecipato al film, permettendo a molte altre persone di approfondire la storia, e magari anche quella del nostro “genius loci”: il grande Sergio Bruni.

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