“Incontro” tra i grandi: Alberto Sordi imita Sergio Bruni

“Incontro” tra i grandi: Alberto Sordi imita Sergio Bruni

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La Pro Loco di Villaricca celebra uno dei volti più importanti del cinema italiano, Alberto Sordi, attore simbolo nella seconda metà del Novecento, che avrebbe compiuto oggi 100 anni. Vogliamo ricordarlo attraverso il nostro più illustre concittadino, Sergio Bruni. In occasione di una visita al maestro nel 1997 di una folta delegazione di giovani, dell’ex sindaco di Villaricca, Nicola Campanile e del Dott.Armando De Rosa, vien fuori un aneddoto sulla sua partecipazione al Festival di Sanremo 1960, aneddoto trascritto poi nel libro-ricerca “Sergio Bruni- Il Cantore di Villaricca” scritto dallo stesso Armando De Rosa in collaborazione con Tommaso Di Nardo. A margine dell’intervista rilasciata durante quella giornata nel teatrino di Villa Bruni, egli racconta dell’importanza della gestualità che un artista deve assumere in manifestazioni così seguite. Dalla sua doppia personalità, Guglielmo Chianese, l’uomo intelligente e regista, e Sergio Bruni, l’artista, nasce l’intuizione.

Ora voglio parlare della scelta che ha operato l’artista, e cioè me medesimo “Sergio Bruni”. L’artista ha capito che in lui c’è un’altra persona che si chiama Guglielmo Chianese, nato a Villaricca il 15 settembre 1921. Per me Guglielmo Chianese è il regista dell’artista, lui è l’uomo intelligente, e l’artista deve essere guidato da un intelligente, non deve essere solo artista. A tal proposito, quando partecipai al Festival di Sanremo mi resi conto del problema della gestualità e mi confrontai proprio allora con l’uomo intelligente. Sai che ho pensato? Mi faccio fare un gilet ottocentesco, e poi un orologio che segna le 3, così ogni volta che canto Voglio stare abbracciato con te fino alle 3 mi sbottono lo smoking. Quando lo dissi al regista mi disse: “No! L’effetto lo devi fare ma non lo deve sapere nessuno. Invece lo fai quando canti E’ MezzanotteQuando arrivò il giorno dell’esecuzione di E’ Mezzanotte, feci il gesto di alzare la mano indicando con le dita il numero tre; il giorno dopo Alberto Sordi fece la mia imitazione in televisione, e tutti ne parlarono.

Con questo ricordo di Sergio Bruni, l’omaggio va così ad un attore che ha messo in scena i “vizi degli italiani” e la rappresentazione del paese con personaggi disparati, facendone un must della commedia all’italiana.

 

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