Riparte il Teatro Madrearte e la Proloco è pronta a sostenerlo

Riparte il Teatro Madrearte e la Proloco è pronta a sostenerlo

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La Proloco di Villaricca è lieta di annunciare la riapertura del teatro Madrearte fondato dall’artista Antonio Diana. Da anni Diana lavora costantemente con l’arte e per l’arte, e mantiene il suo teatro come una “Bomboniera” come ama definirlo il Presidente della Proloco di Villaricca Armando De Rosa. Il suo impegno ci perviene dal talento, dalla bravura e dalla passione che mette nel suo lavoro. Infatti ci è utile ricordare anche una delle opere più apprezzate, tratte dalla vita del maestro Sergio Bruni, All’Im’BRUNIre. L’auspicio è per un 2021 che possa nuovamente vedere lavorare fianco a fianco la Pro Loco e il teatro Madrearte per celebrare a dovere il Maestro Sergio Bruni e fare del territorio cittadino una risorsa fondamentale per un sempre maggiore turismo di prossimità.
“La cultura fa comunità” come dice sempre il nostro Presidente, e il binomio Pro Loco – Madrearte, aspettando il centenario, è pronto a ripartire.
Il Teatro Madrearte riapre al pubblico dopo 1 anno e 2 mesi. Lo facciamo di certo in una condizione non rischiosa, su 80 posti a sedere faremo entrare 30 spettatori nel rispetto dei protocolli anticovid, ed in scena ci sarà lo stesso direttore e fondatore del Madrearte, Antonio Diana che riaprirà le porte del suo teatro da giovedì 29 aprile a domenica 2 maggio con lo spettacolo “pupazzarie del ventriloquo”, scritto e diretto dallo stesso Diana, che, attraverso l’arte della ventriloquia, percorre diverse forme teatrali dando vita e voci a pupazzi, anime di un teatro senza tempo che rendono lo spettacolo poetico e comico. I suoi pupazzi, con diversi caratteri e sfumature vocali diventano i protagonisti della macchietta napoletana, del teatro di Shakespeare fino a rappresentare atti unici comici e classici.
Si entrerà su prenotazione dal sito www.madrearte.it o contattando il botteghino.
“abbiamo bisogno di tornare allo spettacolo dal vivo e visto che si può fare perché non provarci. Le luci del madrearte sono spente da oltre un anno, abbiamo resistito senza alcun contributo pubblico, con le nostre forze, le stesse che hanno animato la volontà di costruire un piccolo teatro di 80 posti a Villaricca in provincia di Napoli; il teatro manca a noi teatranti ed ai nostri spettatori ed in questo periodo delicato, dove andiamo dappertutto con mascherine, distanziamento e protocolli anticovid, perché non tornare anche al teatro.
Comprendo le difficoltà di molti altri spazi che non riusciranno ad aprire, così come non comprendo chi ha avuto fondi ministeriali e non li ha ancora investiti in produzioni per compagnie ed attori ma questo non è certo il tempo delle polemiche, è il tempo di darsi da fare, di ripartire e ripartiamo. Mi auguro che la nostra riapertura diventi motivo per animare il desiderio di tornare a fare spettacoli e ad aprire i teatri grandi e piccoli.
I piccoli spazi teatrali come il madrearte, rappresentano da sempre un cantire creativo dove sperimentare progetti e produzioni, dove si formano talenti e dove l’aggregazione culturale diventa palestra formativa ed artistica allo stesso tempo.
Ripartiranno anche i nostri laboratori che rappresentano da sempre il motore del teatro madrearte, moltissimi sono i giovani che in questo tempo ci hanno chiesto di riprendere e dopo sterili tentativi di provare a fare delle attività sulle piattaforme digitali, torniamo a costruire emozioni guardandoci negli occhi. Dal 3 maggio ripartono i nostri corsi in presenza, ed i nostri giovani allievi non vedono l’ora di iniziare. Mai come in questo periodo il teatro è terapeutico per l’animo umano, rimasto troppo tempo con pochi contatti sociali in un tempo sospeso, assurdo, spinto dal disastro pandemico mondiale che ha visto molte ferite, ed è proprio all’umanità ferita che il teatro da sempre comunica, attraverso la sua arte comica o drammatica. Citando il poeta Neiwiller: è tempo di mettersi in ascolto, è tempo di fare silenzio dentro di se, è tempo che l’arte trovi altre forme per comunicare in un universo in cui tutto è comunicazione”.

Antonio Diana
Teatro Madrearte

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